RC Professionale: Retroattività e Postuma decennale

RC Professionale: Retroattività e Postuma decennale

Nel contesto sociale odierno essere muniti di un’efficace polizza assicurativa contro i rischi professionali è di fondamentale importanza per poter svolgere la propria professione in piena tranquillità. Per il professionista è altrattanto importante comprende le principali caratteristiche tecnico-giuridiche su cui si basano le polizze assicurative per la responsabilità civile professionale. A tal riguardo, occorre focalizzare l’attenzione su due importanti garanzie assicurative: la c.d. EFFICIACIA RETROATTIVA  e la c.d. EFFICACIA ULTRATTIVA O GARANZIA POSTUMA

1. DEFINIZIONE DEL PROFESSIONISTA

Prima di descrivere la RC Professionale è necessario definire la figura del professionista.

Quest’ultimo svolge un’attività  lavorativa, con relativa continuità, a favore di terzi.

Tale attività è solitamente a carattere intellettuale, richiede cioè l’applicazione di particolari conoscenze tecniche o scientifiche, ed è svolta personalmente e in maniera indipendente, ma può essere anche di natura non intellettuale.

Un aspetto dell’attività svolta dal professionista che merita attenzione riguarda la natura delle obbligazioni che potranno essere di due tipologie:

> “Obbligazioni di mezzi”:

  • Il professionista intellettuale assume un’obbligazione di mezzi;
  • Il debitore è obbligato a svolgere, a favore del creditore una determinata attività senza, tuttavia, garantire il risultato che da quest’ultima il creditore attende (es. prestazione svolta dall’avvocato o dal medico, i quali per natura dell’attività prestata non garantiscono la vittoria o la guarigione del malato, pur impegnandosi l’uno a difenderlo, e l’altro, a curarlo);
  • In questo caso, ai sensi di quanto disposto dall’art. 2236 Codice Civile, il professionista risponde dei danni solo in caso di dolo o colpa grave;
  • Nell’obbligazione di mezzi spetta al creditore l’onere di provare la colpa del debitore (inversione dell’onere della prova)

> “Obbligazioni di risultato”:

  • Il professionista non intellettuale assume un ‘obbligazione di risultato;
  • Si ha professione non intellettuale quando una persona, mettendo a disposizione le proprie competenze tecniche, si obbliga a compiere dietro un corrispettivo un’opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione, nei confronti del committente (es.artigiano cui viene affidato il compito di riparare un impianto elettrico domestico o un mobile di pregio);
  • Nel caso di obbligazioni di risultato, pertanto, ci sarà responsabilità anche in caso di colpa lieve;

 

2. R.C. PROFESSIONALE: DISTINZIONE FRA SISTEMA “LOSS OCCURRENCE” E “CLAIMS MADE”

Dopo aver identificato la figura del professionista cerchiamo di descrivere le caratteristiche principali e le particolari condizioni contrattuai che regolano la polizza R.C. professionale.

L’evoluzione commerciale realizzatasi in tempi recenti ha visto il passaggio delle polizze per la responsabilità civile dei professionisti, dal sistema del “Loss Occurrence”, a quello del “Claims Made”, tipico dei mercati nordamericani.

Il mercato assicurativo in ambito internazionale, infatti, ha sviluppato la clausola claims made come soluzione al problema rappresentato dalla difficoltà di determinazione tra il momento del sinistro ed il momento della sua denuncia. 

Per alcuni tipi di rischi, quali le garanzie di responsabilità civile nei settori R.C. sanitaria, R.C. professionale, R.C. prodotti, R.C. inquinamento, con sinistri a manifestazione ritardata o di lunga latenza,  il regime di garanzia “Loss Occurrence” non appare efficiente e comporterebbe numerose problematiche.

La struttura della garanzia “Loss Occurrence” comporta che l’assicuratore subisca tutti gli effetti di uno sfavorevole e imprevedibile mutamento delle condizioni, sia economiche (inflazione, tassi di interesse) che giuridiche (mutamento della giurisprudenza, innovazione legislativa) che si verifichino medio tempore tra i diversi momenti dell’accadimento dell’illecito, del suo manifestarsi in danno e della richiesta risarcitoria del danneggiato fino alla liquidazione del risarcimento.

Questo intervallo temporale può protrarsi anche per decenni, poiché il termine di prescrizione inizia a decorrere solo da quando il danneggiato si trova nella possibilità giuridica di far valere il suo diritto al risarcimento del danno. [1]

Gli svantaggi della clausola in “Loss Occurrence” sono più evidenti proprio in riferimento ai rischi a manifestazione graduale nel tempo.

Non sempre il fatto generatore del danno determina l’immediata formulazione della richiesta di risarcimento; molto spesso accade esattamente l’opposto.

In ambito professionale, tra il verificarsi di una condotta colposa e la presa di coscienza del danno, da parte del terzo danneggiato, può intercorrere un considerevole lasso di tempo.

Fatta questa premessa, secondo il modello tradizionale, denominato “Loss Occurrence”,  l’operatività della garanzia assicurativa è limitata ai fatti avvenuti durante il periodo di vigenza della polizza, a prescindere dalla data di richiesta del risarcimento.

Tale modello tradizionale trae come punto di riferimento normativo, il contenuto dell’art. 1917 del Codice Civile il quale stabilisce espressamente che: “Nell’assicurazione della responsabilità civile l’assicuratore è obbligato a tenere indenne l’assicurato di quanto questi, in conseguenza del fatto accaduto durante il tempo dell’assicurazione, deve pagare a un terzo, in dipendenza della responsabilità dedotta nel contratto…“.

Alla luce di quanto descritto,  l’operatività della garanzia è limitata ai “fatti” (ossia le condotte illecite) che sono causa di un danno, avvenuti durante il periodo di vigenza della polizza, a prescindere dalla data di richiesta di risarcimento del danno e di denuncia del sinistro e fermi i limiti previsti dalla legge in tema di prescrizione del diritto.

A differenza del sistema del “Loss Occurrence”, la clausola “Claims Made” delimita l’operatività della garanzia ai danni denunciati entro il periodo di vigenza della polizza e/o entro un determinato lasso di tempo dalla cessazione del contratto (detto “periodo di ultrattività” o di “garanzia postuma”), anche se il fatto generatore del danno o il danno stesso si sono verificati prima dell’inizio della copertura (il periodo temporale pregresso all’interno del quale sono garantiti i fatti in quel tempo accaduti è detto “periodo di retroattività” o di “garanzia pregressa”).

La clausola “Claims Made”, quindi, dà rilevanza non già alla data di accadimento del fatto, ma alla data della richiesta di risarcimento (o denuncia del sinistro).

Ricapitolando:

  • Con una polizza “Loss Occurrence”, affinché vi sia copertura assicurativa è necessario che il danneggiante sia assicurato al momento della commissione dell’errore professionale;
  • Con una polizza “Claims Made pura”, invece, il professionista ha copertura assicurativa anche senza essere stato assicurato alla commissione dell’errore, purché sia assicurato al momento della richiesta di risarcimento del danno; ma perde però, a seguito della risoluzione del contratto assicurativo, la copertura per i sinistri verificatisi nel periodo di vigenza del contratto e, solo successivamente denunziati; 

 

3. ESTENSIONE GARANZIA CLAIMS MADE: c.d. “GARANZIA POSTUMA”

Il mercato assicurativo può prevedere anche una formula differente, in grado di estendere la garanzia per un periodo di tempo determinato successivo alla scadenza della polizza, per gli errori posti in essere durante il periodo di validità della copertura. 

Con la c.d. “GARANZIA POSTUMA”, o ultrattività, infatti, la denuncia di richiesta risarcitoria è ammessa anche se effettuata in un periodo di tempo prestabilito successivo alla scadenza della polizzapurchè relativa a danni originatisi nella vigenza del contratto (es. in caso di cessazione dell’attività o di morte del professionista assicurato). 

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[1] Nell’assicurazione della responsabilità civile il termine di prescrizione decorre dal giorno in cui il terzo ha chiesto il risarcimento del danno all’assicurato (art. 2952, comma 3, Codice Civile).

Autore articolo
Paolo Pastore

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