Primo piano su un diamante e altre gemme preziose in una gioielleria. L'immagine richiama la merce di alto valore che necessita di adeguate misure di sicurezza e polizza assicurativa.

Sicurezza Gioiellerie e Polizza Assicurativa: Consigli utili per Orafi

Le gioiellerie e gli orafi costituiscono attività commerciali organizzate e strutturate per offrire alla propria clientela merci di significativo valore commerciale (oggetti di metallo prezioso, gemme, perle, etc.). Per la particolarità e il pregio dei beni venduti, la Sicurezza gioiellerie e polizza assicurativa sono due elementi oramai imprescindibili. Infatti, oltre agli specifici mezzi di custodia e prevenzione anti-furto, è necessario dotarsi di uno strumento inevitabile per il settore: la copertura assicurativa.

  1. Impianto di allarme (gioiellerie e orafi)
  2. Negozio
  3. Consigli da adottare durante e dopo una rapina in gioielleria
  4. I portavalori
  5. Conclusioni

La copertura assicurativa, infatti, è in grado di proteggere, quest’ultime, dal pericolo principale a cui tali attività commerciali sono sottoposte: LA CRIMINALITA’ (organizzate in tutte le sue molteplici sfaccettature: rapina a mano armata, furto in sede, rapina al portavalori, furto del veicolo incustodito, dal furto con destrezza in negozio, allo scippo per strada).

1. Impianto di allarme (gioiellerie e orafi)

Va detto innanzi tutto che, le gioiellerie per essere adeguatamente protette dovrebbero essere munite di un buon impianto di allarme certificato, secondo il livello del rischio.

In secondo luogo, i locali dove sono custoditi i valori andrebbero analizzati, nel dettaglio, da un esperto (perito) che potrà valutare il tipo di allarme da installarsi, in base alle caratteristiche specifiche e ai punti deboli che individuerà.

In linea di massima possiamo dire però che per tutti gli impianti d’allarme bisognerebbe prevedere le seguenti caratteristiche:

  • Protezione perimetrale per saracinesche, porte e muri, soprattutto se i valori tenuti fuori cassaforte sono ingenti;
  • Copertura volumetrica per tutti i locali o almeno per quelli con porte e finestre e dove sono custoditi i valori;
  • Sensore d’allarme aggiuntivo su ogni cassaforte, da disattivarsi indipendentemente dal sistema di allarme e con funzione di anti-rapina passivo;
  • Doppio collegamento dell’allarme a centrale operativa remota, ossia ad esempio: combinatore telefonico via cavo + ponte radio o tramite combinatore telefonico via cavo + combinatore via linea GSM/GPRS;
  • Orari di apertura del negozio concordati con la centrale operativa remota, che quindi in caso di apertura in orari diversi da quelli prestabiliti effettuerà un’ispezione;
  • Doppio consenso all’apertura dei locali, quindi chiavi più consenso da centrale operativa remota, tramite codice di riconoscimento o controllo video;
  • Dispositivi anti/coercizione sul sistema di inserimento/disinserimento dell’impianto e nei pressi delle casseforti;
  • Pulsanti anti-rapina nei luoghi strategici, ad esempio, presso monitors, banconi di vendita, casseforti, bagni (è il luogo dove solitamente i rapinatori sequestrano i rapinati);

In ultimo, ma non per grado d’importanza, è necessario che le gioiellerie si attrezzino con un efficace sistema di video sorveglianza.

Telecamera per videosorveglianza in funzione. L'immagine rappresenta il sistema di sicurezza e anti-rapina fondamentale per la protezione di gioiellerie e orafi.

È di semplice installazione e di costo contenuto: la possibilità di accedere da remoto al proprio sistema di video sorveglianza purché si tratti di un sistema digitale gestito da un Pc.

Sembra complicato ma non lo è: si tratta semplicemente di collegare, tramite Internet, il sistema di telecamere a circuito chiuso del negozio, al proprio pc di casa o, ad un portatile, in questo modo si potranno visionare le immagini riprese dalle telecamere comodamente seduti sulla poltrona del proprio salotto, sul monitor della televisione o in un viaggio di lavoro, o di vacanza.

2. Negozio

Valuteremo come deve essere concepito, strutturate e organizzate le gioiellerie, dal punto di vista della sicurezza:

  • procedure da adottare;
  • abitudini da seguire;
  • mezzi di custodia da utilizzare per proteggere al meglio la merce;

Cominciamo dai locali del negozio e, in particolare, dall’ingresso.

Il modo più efficace di selezionare l’ingresso dei visitatori è senza dubbio un sistema a doppia porta, le cui aperture avvengono solo in modo alternato.

Dettaglio di una saracinesca rinforzata o di una porta di sicurezza chiusa, che rappresenta una delle misure anti-furto essenziali per proteggere la merce in gioielleria.

Fonte: https://www.dentrolemura.it/

L’adozione di tale sistema agisce come deterrente nei confronti dei potenziali rapinatori i quali rischiano di essere bloccati tra le due porte.

Quando possibile, infine, meglio suddividere il negozio in due aree distinte e separate tra loro magari da una porta di sicurezza: un’area vendita destinata ai clienti un’area privata al riparo da sguardi indiscreti.


Altro punto importante, in ogni negozio, sono le vetrine, importanti per attrarre la clientela, ma spesso oggetto dell’attenzione dei ladri.

Dettaglio di un vetro antisfondamento (vetrina) di una gioielleria dopo un tentativo di furto, che mostra l'efficacia delle misure di sicurezza passiva.

Fonte: ph La Nuova Ferrara

I consigli fondamentali da rispettare, per custodire  la merce esposta in vetrina, sono i seguenti:

  • le vertine delle gioiellerie devono essere protetta esternamente da griglie in ferro o, essere dotata di infissi di sicurezza in vetro antisfondamento non apribili;
  • E’ preferibile che le vetrine siano protette durante i periodi di chiusura da robuste saracinesche a maglia chiusa, magari con una feritoia ispettiva per il controllo interno. A tale proposito, è consigliabile non oscurare mai le vetrine stesse dall’interno, con tendine o simili, poiché è preferibile che dalla strada sia sempre possibile vedere cosa succede all’interno del negozio: in caso di rapina i vantaggi sono evidenti a tutti;

E’ consigliato suddividere il negozio, in più scomparti non comunicanti tra loro.

Ogni scomparto dovrebbe essere dotato di una propria porticina interna munita di una specifica serratura. L’obiettivo chiaramente è di evitare di riporre troppa merce, in un’unica vetrina, che possa essere aperta con una sola chiave.

In generale è sempre buona norma dividere la merce preziosa in più luoghi (cassaforte, vetrine, cassetti, armadi corazzati o nascondigli segreti) evitando cioè un’alta concentrazione di valori in un unico luogo.

Banale dirlo ma, se la merce è troppo concentrata, a ladri e rapinatori occorrerà poco tempo per portare via tutto.

Un elemento fondamentale è la cassaforte che andrebbe scelta tra i modelli proposti dalle case più conosciute e affidabili.

Una cassaforte corazzata chiusa, a simboleggiare l'indispensabile mezzo di custodia per la protezione di gioielli, diamanti e altri valori in oreficeria.

L’allestimento minimo di ogni cassaforte è composto di:

  1. serratura a chiave;
  2. serratura a combinazione numerica e time-lock.

Inoltre bisognerebbe sempre proteggere la cassaforte per lo meno con microfono selettivo.

Da tempo ormai sono in commercio dei dispositivi elettronici di grande versatilità quali:

  1. il time-lock (che consente l’apertura della cassaforte solo dopo un periodo di tempo programmato);
  2. il time-delay (che ritarda l’apertura della cassaforte di un numero di minuti prefissato dopo l’apertura delle serrature meccaniche);
  3. l’uso di codici personali (che variano quindi da persona a persona) o ancora la funzione di generare di volta in volta nuovi codici diversi;

E ora occupiamoci delle chiavi.

Chiavi dei locali, chiavi delle casseforti, degli armadi corazzati, chiavi dell’allarme…Quante chiavi da tenere al sicuro!

Il suggerimento al riguardo è di spartirle sempre tra più persone, evitando di nuovo il rischio di “concentrazione”.

L’apertura dei locali, così come dei mezzi forti, potrà avvenire quindi secondo un ordine d’arrivo prestabilito dei custodi delle chiavi e di conseguenza in tempi differenziati.

Cassaforte corazzata aperta, con combinazione numerica in primo piano e cassetti interni pieni di oggetti di valore, che evidenzia i mezzi di custodia avanzati per la sicurezza in gioielleria.

Quando poi è possibile, meglio sostituire le chiavi con tastiere digitali ricordando di cambiare i loro codici frequentemente.

3. Consigli da adottare durante e dopo una rapina in gioielleria

Primo piano sul volto coperto di un rapinatore in gioielleria, a sottolineare la pericolosità e la necessità di seguire i consigli di sicurezza durante una rapina.

Durante una rapina

1) Cooperare con i rapinatori e cercare di mantenere la calma;

2) Rallentare le operazioni di consegna dei valori;

3) Non aprire di propria iniziativa vetrine, cassetti, armadi o casseforti; limitarsi solo a eseguire gli ordini imposti dai rapinatori;

4) Consegnare ai rapinatori la merce alla rinfusa e completa di vassoi in modo tale da ridurre la capienza dei contenitori usati per raccogliere la refurtiva;

5) Cercare di ricordare dati utili per le indagini della Polizia: fisionomia dei rapinatori, armi utilizzano, eventuali inflessioni dialettali, targa e tipo di auto;

6) Se possibile, attivare l’anti-rapina;

A seguito di una rapina

1) Informare la Polizia;

2) Non toccare nulla di quanto rimasto in seguito alla rapina, in modo da non alterare involontariamente alcun tipo di prova;

3) Non permettere ai visitatori presenti alla rapina di lasciare i locali o, per lo meno, richiederne le generalità; evitare di lasciare entrare altre persone;

4) Se possibile, annotarsi gli elementi rilevanti relativi alla rapina;

5) Preparare per la polizia, un inventario il più dettagliato possibile indicando eventualmente, anche marchi e punzonature delle merci sottratte e se possibile le relative fotografie;

6) Raccogliere e conservare la documentazione necessaria agli assicuratori e non registrare altre operazioni sul computer;

4. I portavalori

Valigetta rigida in alluminio (portavalori) su un sedile, a indicare la necessità di massima sicurezza e attenzione durante il trasporto di preziosi da parte di orafi e gioiellieri.

Il portavalori di preziosi costituisce una figura professionale da sempre esposta ai rischi più gravi.

Costui rappresenta la persona di fiducia, indicata dall’Assicurato e incaricata da quest’ultimo, di effettuare il trasporto delle merci assicurate.

I pericoli ai quali è esposto il portavalori sono essenzialmente tre: furto, scippo e rapina.

Molti furti avvengono in circostanze piuttosto imbarazzanti:

  • l’asportazione della valigetta dei preziosi tramite la rottura di un vetro;
  • la forzatura della serratura del bagagliaio quando si è incastrati nel traffico;
  • il trucco della gomma a terra;

Gli scippi, invece, di solito avvengono nel tragitto negozio-auto; lo scippatore, di solito in moto, strappa la borsa dalle mani del portavalori o la porta via da terra, dove questi l’aveva posata, per qualche secondo, per aprire il bagagliaio o per pagare il conto in albergo o, in una stazione di servizio.

E, infine, la rapina, il pericolo sicuramente più temuto, per la quale però il portavalori non è mai preparato (soprattutto dal punto di vista psicologico), ma fortunatamente anche il pericolo più raro.

I fattori di vulnerabilità sono diversi e spaziano dalle insufficienti protezioni dell’auto, al tipo di valigetta utilizzata, fino ad arrivare alle città in cui si viaggia e al tipo di clienti da visitare.

Inoltre rendono più vulnerabile, il portavalori, elementi quali la frequenza dei viaggi, la routine, la consuetudine di avvisare i clienti prima della propria visita.

Vediamone alcuni in particolare:

  • Auto: iniziamo con il dire che un’auto a due volumi non offre adeguate garanzie. La valigia con i preziosi deve essere incatenata in un posto sicuro completamente in metallo, dove può essere depositata subito senza doverla posare per terra, per intenderci il bagagliaio di una berlina dotata di serratura di sicurezza azionata tramite un telecomando; nel caso di altri tipi di autovetture, la protezione migliore rimane l’installazione di una cassetta metallica ancorata nel bagagliaio; l’auto inoltre deve essere dotata di un buon antifurto completo di un sistema di taglio di carburante efficiente che possa essere inserito automaticamente, anche se il portavalori è costretto dai rapinatori ad abbandonare la sua autovettura;
  • Valigetta: dev’essere robusta con manico e tracolla resistenti allo strappo. La tracolla consente di avere sempre le mani libere senza la pericolosa necessità di appoggiare la valigetta per terra;
  • Abitudini: sul marciapiede meglio camminare in senso contrario al traffico e con la borsa sul lato interno del marciapiede. I momenti più a rischio sono essenzialmente due: quando si esce dal negozio e, al momento di riporre la valigia in auto, specie se il parcheggio è isolato.

Meno ne sa la gente, meglio è: i criminali per agire devono sapere, avere informazioni sul portavalori. Utile quindi variare gli orari di partenza, i percorsi, gli appuntamenti, gli alberghi.

Il suggerimento insomma è di essere imprevedibili, comunicando sempre informazioni vaghe sui propri spostamenti.

5. Conclusioni

Le misure di sicurezza e di prevenzione anti-furto adottate da gioiellerie e oreficerie, benchè adeguate e strutturare per rappresentare una barriera, contro furto e rapina, non sempre costituiscono un valido deterrente, ai diffusi fenomeni di criminalità.

A supporto e integrazione di tali sisteme di sicurezza, un’adeguata copertura assicurativa costituisce, infatti, uno strumento imprescindibile e necessario per svolgere con serenità la propria attività commerciale di gioiellerie o di orificeria.


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Autore articolo
Paolo Pastore

Paolo Pastore è un intermediario e consulente assicurativo con un'esperienza pluriennale e specializzato nei rami Danni e Vita.

Opera in collaborazione con primarie Compagnie assicurative, anche in regime di brokeraggio assicurativo, offrendo una consulenza completa e personalizzata.

La sua attività è focalizzata sull'individuazione delle soluzioni assicurative più adatte per i clienti, sia privati che aziendali.

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